"A quel punto credevo fosse finita, speravo fosse finita, ed invece dopo breve arrivò il terzo tentativo, , avevo il cuore accelerato l'inspirazione e l'espirazione erano completamente..."
Io ero al settimo cielo, mentre assaporavo il gusto del suo sperma, intenso, molto forte, un misto composto da spezie e carne, verdure ma anche con molta acidità, poi c'era quella densità spiccatamente gelatinosa, che all'interno della mia bocca lo ha mantenuto compatto era, ed è, un qualcosa che mi inebria, e quella volta, mi aveva riempito tutto il palato. Io ero stremata, le gambe mi facevano male e le sentivo pesanti, erano ancora segnate dalla stretta forte delle sue mani e dalla viscosità dei miei umori, lo slip era praticamente strappato, probabilmente lo sfregamento, la sua stretta, non lo so, ma era davvero mal messo. Solo in quel momento mi accorsi di avere ancora il seno contenuto dal reggiseno, praticamente non aveva partecipato! A quel punto mi rivolsi a Fatou, gli chiesi una cosa sciocca, da adolescente: ti è piaciuto? Lui mi guardò, vidi qualcosa di strano, una sorta di perversione, sentí gelo e distacco, la voce manteneva la sua spiccata riconoscibilità, ma sembrava provenire da un altro uomo, mi disse: ora avrai il trattamento che merita una troia come te! Quelle parole mi fecero andare in tilt, non capivo, lui sorrise e disse: ora ti faccio vedere come trattiamo le puttane bianche in Senegal. Feci per alzarmi, protestando la mia stanchezza, lui mi intimò di fermarmi immediatamente, e di aprire le mie labbra che mi avrebbe fatto provare qualcosa di nuovo. Io ero un po' impaurita, suonava il tutto come una minaccia, ma non poteva essere, cosa era successo? C'era un'altra persona lì con me, al contempo però sentii, all'interno della mia passera, un nuovo e importante trafilamento di liquidi vaginali, erano assolutamente incontrollati. La situazione? il momento? Qualcosa c'era, ed era eccitante per una parte di me. In quel momento notai che il suo cazzo era esattamente dritto come la prima volta che lo avevo ammirato. Erano passati una manciata di minuti, lui sembrava dover ancora eiaculare. Era fermo, sembrava eccitato esattamente come prima, anzi di più, le vene ora erano ancora più distinguibili, la cappella era color rosso terroso, la spaccatura sulla cappella, che un'attimo prima avevo baciato e dalla quale avevo aspirato le ultime gocce di liquido seminale era aperta, sembrava un occhio nero profondo, quasi ipnotico. Protestai nuovamente, lui mi zitti, con un tono e una voce fredda, superiore, estremamente decisa, continuavo a stare in ginocchio davanti a lui e questa volta, con tono sbeffardo mi disse: cagna dimostra rispetto per il tuo padrone e apri quella bocca che ora arriverà il bello. Il tono, le parole, la decisione, lo stupore, unito al fatto di trovarmi sola assieme ad uno sconosciuto, lentamente aprii la bocca, sapevo che voleva entrare con il suo arnese, lo aveva fatto prima, anzi ero stata io a cercare di soddisfarlo con la bocca. Ora voleva essere soddisfatto ma a modo suo. I primi momenti furono di sgomento, sentii quel glande entrare in bocca, la cappella, era ancora più inturgidita rispetto a prima, sentì sulla mia lingua tutta la parte del frenulo un po' ruvido, il palato superiore invece lo sentii grattare sulla corona, pensai, più di così non entra, in quel momento sentii le sue mani dietro la mia nuca, la pressione fu immediata, lui contemporaneamente spinse in avanti il bacino, mi sentii quasi svenire, la mia bocca, ha una discreta apertura, in quel momento temevo per me, temevo anche in qualche movimento inconsulto della mia mandibola, di colpo fui investita da un conato che mi fece arretrare con la testa, velocemente riuscii a divincolarmi, il suo cazzo uscii, era entrato un bel pezzo dentro la mia bocca, le tonsille le sentivo bruciare, ardere per un contatto così traumatizzante, non credevo di riuscire a prendere tutti quei centimetri e soprattutto quel diametro, guardai il cazzo che era avvolto dalla mia saliva, sembrava schiuma gelatinosa, era strano vederlo ricoperto così. Mi ricordava, i veli di gelatina, che si compravano per confezionare i dolci in casa. Rimasi con le braccia basse e i filamenti di saliva che ancora univano la mia bocca e la porzione di cazzo ricevuta. Tenevo la testa bassa, per controllare il respiro, in fin dei conti l'apnea era stata per me prolungata. Mi feci coraggio e alzai lo sguardo, guardai Fatou negli occhi, un po' di rabbia mi pervadeva, era stato duro e violento, era diverso, lo guardai anche con una sorta di orgoglio, ero riuscita a prendere diversi centimetri di carne nera in bocca, ero soddisfatta. Purtroppo lui no, mi guardò e disse: le puttane che conosco fanno di meglio, è mai possibile che lo blocchi così presto? Non ci potevo credere, aveva intenzione di ripetere il supplizio, io ero stanca, con dolori alla mandibola e la gola in fiamme. Lo stomaco sottosopra, lo sforzo del conato era stato tanto. Una parte di me, che conoscevo bene, trovava tutto questo estasiante, lui stava lì ad aspettare, appena, i battiti tornarono alla normalità prese di nuovo il suo batacchio in mano e l'ordine era quello di prima, questa volta voleva di più, mi fece appoggiare il sedere sui talloni, era ancora più soverchiante rispetto la mia posizione, mi rifece aprire la bocca, mi disse di non distogliere lo sguardo da lui, e un attimo dopo diede una spinta decisa con il bacino, la cappella, anch'essa un po' irritata toccò violentemente le tonsille, un conato tornò a bussare, questa volta non mi tirai indietro, aspettai, feci il possibile per gestirlo, Fatou, aveva capito attese, quando ripresi una sorta di normalità nella respirazione, allora spinse il suo bastone più in basso e sentii la cappella farsi strada, la parte cartilaginea della trachea era raggiunta e si stava riempiendo, con quell'attrezzo, la sentii dilatarsi, ero in apnea, non sapevo cosa sarebbe successo, tornò la voglia di vomitare, ma volevo averla vinta, cercai di gestire il tutto, in quel momento però arrivò il turno della corona, quella era troppo, mi compresse le tonsille, volevo sfilarmi ma Fatou non era della stessa idea, mi tenne per un lasso di tempo che a me è sembrato infinito e poi lo tolse, in maniera veloce, ovviamente senza il tappo, io vomitai, saliva ed altro, il cazzo ne era pieno. A quel punto credevo fosse finita, speravo fosse finita, ed invece dopo breve arrivò il terzo tentativo, ,avevo il cuore accelerato l'inspirazione e l'espirazione erano completamente diacroniche. Era chiaro che non poteva raggiungere quello che si era prefissato, vidi montare la rabbia e l'ostinazione, mi guardò come se la causa fossi io. Mi fece riprendere fiato , mi aiutò ad alzarmi, mi guardò negli occhi e mi disse che lui doveva venire, aveva bisogno che gli svuotassi le palle. Avevo un dolore molto forte alla mandibola e alla gola, escluso il suo utilizzo, la mia passera era pronta, la sua idea invece interessava un'altra parte del mio corpo, mi guarda e mi dice: hai un culo magnifico e credo che già sia stato profanato, l'ho notato prima quando ti sei piegata. Certo mi piaceva praticare l'anale, ma con oggetti e cazzi di dimensioni accettabili, il suo era molto over. Lo supplicai di lasciar stare il mio lato B, gli dissi, una cosa che era vera, non mi ero preparata, va bene l'incontro immaginato, ma non ero pulita, mi sentivo sporca e non sarebbero stato piacevole. Fatou, ora lo so, quando desidera una cosa la ottiene. Mi ha fatto appoggiare sulla credenza, mi ha detto: mettiti nella stessa posizione da cagna che avevi prima ero appoggiata con le mani sulla credenza, ero praticamente a 90 gradi, il suo cazzo aveva ancora molta saliva e soprattutto, la mia passera era bagnatissima. Lo implorai di prendere almeno un po' di crema solare, qualcosa per lubrificare, nulla! appoggiò la sua punta e spinse , senti il mio ano cedere violentemente, la cappella entrò ma come al solito la corona fece fatica, mi allargò ulteriormente il mio buchino, in maniera oscena, le gambe erano deboli ma lui mi reggeva dai fianchi, mi disse: hai visto? È stato semplice, ed ora vediamo quanto in profondità riusciamo ad andare. Sentii ogni singolo centimetro entrare nel buchino, speravo di sentire presto i suoi testicoli sbattete contro il mio inguine, avvenne ma subito dopo estrasse una buona parte di carne e lo rinfilo ' con molta violenza, senti i miei glutei contro il suo addome, io sentivo lo sfintere completamente mollo, non sentivo più forza sull'ano sentivo solamente la sua carne dentro di me e un odore acre, fastidioso, Fatou, mentre lo sbatteva dentro mi disse:la prossima volta ti voglio pulita, non tollererò più una situazione simile! Io l'unica cosa che riuscí a fare fu di annuire. Il tempo passava, ad un certo punto, Fatou cominciò a stantuffare sempre più violentemente, io gemevo esattamente come aveva detto lui, come una cagna in calore. Le sue mani mi stringevano i fianchi come morse, i colpi del suo bacino erano violenti, li accentuava pure lui tirandosi a se il mio sedere, gli schiaffi erano forti e producevano un rumore ritmato. Sentì, ad un tratto il suo randello eruttare, fiotti di sperma tutti dentro il mio ano, lui si piegò su di me, esausto, io lo ero molto più di lui. Dopo qualche istante, sentii Fatou, con voce dolce, dirmi che era stato tutto magnifico, e che sognava tutto questo dal primo momento che aveva posato il suo sguardo su di me. Estrasse il suo pezzo di carne, da dentro di me, finalmente lo vidi in posizione molle, faceva impressione pure così. Il posto era in condizioni tremende. Fatou, mi disse che doveva scappare, era tardi, doveva pulirsi perché io ero una donna sporca, si fece una doccia lì dentro, mi bacio, mi disse: presto faremo altro! Io senti dei fremiti, era un pensiero che mi faceva godere.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono
puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è
contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a
segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.